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| La Chiesa di S. Maria Assunta - Matrice |
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Il
portone principale |
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La
finestra sopra il portone |
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| L'ingresso laterale |
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Le
arcate sotto il piazzale |
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S. Maria Assunta - Matrice
La Matrice di Grotteria detta anche "La Cattolica dei Greci", può essere considerata
uno dei più antichi luoghi di culto dell'intera vallata
del Torbido.
La chiesa era protopapale e dedicata alla Madonna dell'Assunta.
Le sue origini sono strettamente connesse a quelle della stessa
Grotteria, la cui esistenza è attestata con buona frequenza
a partire dalla seconda metà dell'XI secolo.
Il primo riferimento documentato della chiesa, sebbene indiretto,
risale all'anno 1232 e si ritrova in un atto in lingua greca
del Monastero di S. Stefano del Bosco.
Durante l'amministrazione di Giovanni De Arena, e precisamente
nel periodo compreso fra il 1535 ed il 1540, l'antica chiesa,
probabilmente in gran parte crollata, fu demolita per far
posto alla nuova, i cui lavori di costruzione risultavano
iniziati nel 1541, due anni più tardi fu ultimato il
campanile.
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La navata centrale e l'altare |
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| L'ingresso e in alto
l'organo |
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| Piazzale |
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L'organo |
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Terminata la ricostruzione dell'edificio, l'interno venne
progressivamente adornato da un gran numero di altari e cappelle
istituiti su iniziativa delle principali famiglie nobili e
borghesi della città.
A partire dalla seconda metà del XVI sec., la chiesa
risentì in misura notevole dello smembramento che aveva
subito la baronia di Grotteria.
La perdita della giurisdizione su alcuni importanti centri
del circondario, divenuti feudi autonomi, instaurò
un processo di lenta ma progressiva decadenza. Tuttavia, Santa
Maria Cattolica, pur rinunciando alla supremazia nei confronti
di altri enti ecclesiastici della vallata del Torbido, rimase
uno fra i principali luoghi di culto della zona, fino a tutto
il XIX secolo.
Un altro manoscritto ci fornisce un resoconto molto dettagliato
del patrimonio delle rendite della Matrice di Grotteria durante
la seconda metà del XV secolo, nonché l'elenco
dei beni mobili e delle giurisdizioni spettanti alla chiesa
sul finire del secolo successivo: Santa Maria della Cattolica
deteneva la proprietà di un totale di 160 beni immobili.
Su 98 di questi, essa esercitava il dominio diretto; la restante
porzione si trovava concessa in enfiteusi a numerose persone
grotteresi e dei centri limitrofi. Si trattava di un ingente
patrimonio che si era formato nel corso dei secoli grazie
soprattutto ai numerosi lasciti di cui la chiesa era stata
beneficiata.
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| Il tabernacolo |
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| L'abside e il dipinto
del Crocefisso |
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La stragrande maggioranza delle proprietà della Matrice
era costituita da appezzamenti di terreno e da sole due abitazioni.
Da tali canoni d'affitto, Santa Maria Cattolica ricavava una
rendita annua in denaro ed in cera corrispondente rispettivamente
a circa quattro Ducati ed a dieci rotoli (8,91 Kg.).
Il terremoto del 5 febbraio 1783 distrusse completamente
la chiesa Matrice e i fedeli furono aggregati alla Parrocchia
di S. Nicola Protonotaris. I primi lavori per il recupero,
furono fatti nel 1788 con il consolidamento del piano su cui
sorgeva la chiesa, e nel 1795 invece iniziarono quelli di
riedificazione su progetto dell'ingegnere Mori di Napoli.
La chiesa fu ricostruita con drastici cambiamenti strutturali
che modificarono completamente l'aspetto. L'orientamento sull'asse
longitudinale fu cambiato spostando l'accesso principale a
sud e l'altare maggiore a nord; le dimensioni furono maggiorate
e tutto il complesso religioso fu spostato verso monte per
far posto ad un piazzale davanti alla nuova facciata. Finalmente
il 12 novembre 1826 fu consacrata dal Vescovo Pellicano.
Negli anni seguenti, altri interventi furono effettuati nella
chiesa, sia per quanto riguarda gli arredi (da ricordare il
bellissimo coro in legno di noce nel 1834, di cui non ne è
rimasta traccia se non nei disegni del 1827) sia per le opere
murarie durante il piano di ricostruzione e restauro delle
Chiese Parrocchiali del 1854.
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| Il pulpito |
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| Il dipinto del Crocefisso |
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| L'altro dipinto restaurato |
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| L'altare di San Giuseppe |
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Con l'ennesimo terremoto avvenuto il 7 marzo 1927, la chiesa
Matrice subisce una nuova distruzione; la costruzione della
nuova chiesa, ultimata nel 1930, verrà realizzata utilizzando
cemento armato; questa costruzione è quella che vediamo
ai giorni nostri.
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L'altare dell'Immacolata |
Seguirono negli anni '60 lavori di manutenzione
e di rifinitura degli arredi interni ed inoltre esecuzione
di affreschi in stile moderno, realizzati dall'artista della
vicina Mammola Nik Spatari.
Nell'interno della Chiesa, sull'altare principale sotto l'abside,
si trova la pregiata tela della Scuola del Correggio del Cristo
Crocifisso adorato da quattro Santi. L'imponente dipinto (1,80
x 1,36), restaurato alcuni anni fa insieme all'altro dipinto
rappresentante la Madonna con bambino (che è ubicato
sulla navata sinistra, prima dell'altare dell'Immacolata),
è una delle opere più importanti esistenti nella
Diocesi di Gerace-Locri, appartenuto in origine al Convento
dei Domenicani.
Sempre nella navata centrale, sulla sinistra, prima di salire
sull'altare, è presente il pregiato Pulpito in legno,
utilizzato solo durante le prediche delle cerimonie solenni.
Come si era accennato in precedenza, durante i lavori di
manutenzione degli anni '60, la chiesa è stata tutta
ridipinta ed affrescata da Nik Spatari;
gli affreschi, datati 1963, sono presenti in tutta la navata
centrale fino all'abside e rappresentano le tappe principali
della vita di Cristo e della Cristianità:
- Trionfo di Maria Assunta in Cielo
- Cristo in croce
(la scena è divisa in due dal crocefisso: sul lato
destro, Papa Pio XII con Cardinali e Vescovi davanti alla
Basilica di San Pietro durante la proclamazione del dogma
dell'Assunzione di Maria nell' Anno Santo 1950), sul lato
sinistro gli Apostoli davanti alla tomba vuota della Vergine
- La visita di Maria a Elisabetta
- L'Annunciazione
- Presentazione di Gesù al Tempio
- Sacra Famiglia
- Discesa dello Spirito Santo sulla Vergine e sugli Apostoli
- Nascita di Gesù
- Gesù tra i Dottori della legge
- Deposizione
- Il battesimo di Gesù
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| Gli affreschi di Nik Spatari |
| Testi di Antonio Panetta,
Tania Intropido e Alessandro Mordà; Foto di Antonio
e Umberto Panetta |
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