I ruderi del Castello
I ruderi del Castello

Il Castello,
testimone di un glorioso passato

Nel punto più alto del centro abitato di Grotteria, in posizione dominante sulla Vallata del Torbido, rimangono visibili i ruderi del castello, importante testimonianza di un glorioso passato.

Il complesso, che occupa una vasta area, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni nei secoli, ma presumibilmente fu costruito in periodo normanno su una struttura molto più remota non tanto come abitazione, ma come roccaforte, a cavallo tra '400 e '500 il periodo di massimo splendore. Infine destinato come complesso carcerario prima del suo abbandono, ma già nell'Ottocento, come descritto nella Cronaca di Grotteria di Domenico Lupis Crisafi, era un rudere.

Seguendo sempre il discorso e i ragionamenti fatti nella Cronaca di Grotteria", il Lupis Crisafi arriva ad una conclusione per datare il periodo di costruzione del castello, dopo una serie di ragionamenti su Varrone e Grimaldi: "Se è vero che l'assedio di Troia durò 10 anni e che la distruzione della stessa avvenne l'anno 1184 a.C. ne consegue, per logica deduzione, che verso la stessa epoca, o poco dopo, ha dovuto essere fondato il Castrum Minervae nobilissimum da Idomeneo, che prima prese parte a quella guerra e poscia fuggiasco con alcuni suoi si pose in mare per ritornare alla patria terra nella isola di Creta, donde ne fu scacciato dai suoi 'causa seditionis' per aver sparso il sangue del suo figliuolo in un malagurato sacrifizio, e messosi in balia dei venti in questi lidi approdò”. Per cui il castello potrebbe essere stato edificato da profughi greci provenienti dalle coste, i quali costruirono, in questo luogo, un "phrourion" a guardia e controllo della via istmica.

Il Castello agli inizi del secolo scorso... ...e qualche anno fa  
Il Castello agli inizi del secolo scorso...   ...e qualche anno fa  

A rafforzare questa ipotesi il Lupis Crisafi porta come testimonianza alcune monete che ritrovò nei pressi del castello: un sesto di statere di Sibari del VI secolo a.C., delle monete di Siracusa risalenti al IV secolo a.C., nonché un bronzo raffigurante la testa di Ares Nike e molte altre monete greche.

Panoramica del Castello con la Madonnina e la pinetina
Panoramica del Castello con la Madonnina e la pinetina

Delle passate glorie, ai giorni nostri rimangono solamente dei ruderi, rappresentati dai muri perimetrali, dalle torri (una a nord del castello a forma circolare e l’altra a meta delle mura a forma semicircolare - entrambe sono ormai diventate un pericolo per la strada sottostante, in quanto l'erosione del terreno ha quasi del tutto eliminato le fondamenta), dal mastio, anch'esso a pianta circolare, dalla cisterna idrica, e parte del portale (ad arco a tutto sesto - la chiave di volta e tutta la parte superiore sono crollati nel 1985 - ed era composto da pietre squadrate di pietra granitica e molto probabilmente in origine era dotato di un ponte levatoio).

Il Portale prima del crollo... ...e nella situazione attuale  
Il Portale prima del crollo...   ...e nella situazione attuale  

Da sotto il Portale Il mastio centrale  
Da sotto il Portale   Il mastio centrale  

Una leggenda sul castello tramanda che Idomeneo, esiliato da Creta, fece costruire il complesso, e un’altra ancora, più fiabesca, ripresa in una poesia della Maestra Maria Panetta Marcellino recita:

"[...] Pò nta l'artura surgi nu casteju
chi domina u pajisi finu o mari
se va u scavi trovi nu trisoru:
i pulicini cu na jiocca d'oru.
GROTTERIA tu ti chjami, grutta d'oru [...]"

(Poi nell'altura sorge un castello
che domina il paese fino al mare
se vai a scavare trovi un tesoro:
i pulcini con la chioccia d'oro.
GROTTERIA tu ti chiami, grotta d'oro.)

Trovata la pietra giusta, bisognava sbattere la fronte in un punto esatto in modo che si aprisse e facesse comparire una nidiata di pulcini d'oro seguiti da una chioccia.

Particolare del Portale Feritoia della torre semicilindrica
Particolare del Portale   Feritoia della torre semicilindrica

Le tre torri Il mastio centrale e la torre semicilindrica  
Le tre torri   Il mastio centrale e la torre semicilindrica  

Negli anni cinquanta, durante l'anno mariano, è stato eretto un obelisco davanti al portale, sulla cui sommità è stata posta una statua della Madonna Immacolata, comunemente detta “a Madonnina”.

La Madonnina L'erezione dell'obelisco nel 1954
La Madonnina   L'erezione dell'obelisco nel 1954

A cavallo degli anni '70 e '80 si erano fatti diversi progetti per il recupero dell'intero complesso, ma i lavori non furono mai approvati, per cui si rischia di perdere per sempre questo patrimonio storico-culturale, libro aperto e testimone del nostro passato.

La cisterna L'interno della cisterna  
La cisterna   L'interno della cisterna  

Il piazzale interno del Castello Muro perimetrale con finestre  
Il piazzale interno del Castello   Muro perimetrale con finestre  

La torre semicilindrica Il Castello visto dal basso  
La torre semicilindrica   Il Castello visto dal basso  

 

Testo di Antonio Panetta; Foto a colori di Antonio Panetta e Carlo Borromeo
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